Nurofen Influenza Raffreddore 200 Mg + 30 Mg 24 Compresse Rivestite
- Produttore: RECKITT BENCKISER H.(IT.) SpA
- Codice articolo: 034246025
- Disponibilità: Disponibile
- 18,82€
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10,35€
Nurofen influenza e raffreddore è un farmaco da banco a base di ibuprofene 200 mg e pseudoefedrina cloridrato 30 mg, studiato per offrire un sollievo rapido dai sintomi più comuni di raffreddore e influenza. Grazie alla sua doppia azione, aiuta a contrastare febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di gola e congestione nasale, migliorando il comfort quotidiano quando i sintomi influenzali diventano fastidiosi. Il formato da 24 compresse rivestite è pratico per chi cerca un trattamento completo e facile da gestire nei giorni di maggiore necessità.
Nurofen influenza e raffreddore per febbre, naso chiuso e dolori
Nurofen influenza e raffreddore 24 compresse è un medicinale molto ricercato da chi desidera un aiuto rapido contro i sintomi tipici delle malattie da raffreddamento. La sua formula combina ibuprofene, noto per l’azione antidolorifica, antinfiammatoria e antipiretica, e pseudoefedrina, un decongestionante nasale utile quando il naso chiuso rende difficile respirare bene. Questa combinazione lo rende particolarmente adatto in caso di raffreddore con congestione nasale, influenza, mal di testa, dolori muscolari e febbre. È indicato negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni quando sono presenti insieme dolore e congestione. Per chi desidera restare in tema sul sito, è utile anche la categoria Influenza e raffreddore.
- Aiuta contro febbre e dolori
- Favorisce la respirazione nasale
- Adatto a sintomi influenzali completi
A cosa serve Nurofen influenza e raffreddore
Chi cerca a cosa serve Nurofen influenza e raffreddore vuole capire se questo prodotto sia adatto ai propri sintomi. Il medicinale è indicato per il trattamento sintomatico di raffreddore e influenza quando sono presenti contemporaneamente congestione nasale e sinusale, mal di testa, febbre, dolori e mal di gola. Non è semplicemente un antidolorifico: la presenza della pseudoefedrina aggiunge un’azione specifica sulla congestione, rendendolo utile quando il disturbo non è solo febbre o dolore, ma anche difficoltà respiratoria nasale. Questa doppia funzionalità è uno dei motivi per cui è così ricercato online durante i mesi freddi o i cambi di stagione. È importante ricordare che si tratta di un trattamento sintomatico, quindi agisce sui disturbi ma non sulla causa virale. Per chi vuole approfondire i rimedi per la stagione fredda, è interessante leggere anche l’articolo Openfarma su come curare e riprendersi dal raffreddore velocemente.
- Indicato per raffreddore e influenza
- Utile in caso di congestione nasale
- Adatto quando dolore e febbre si associano al naso chiuso
Come funziona ibuprofene e pseudoefedrina
Il punto di forza di Nurofen influenza e raffreddore è la sinergia tra ibuprofene e pseudoefedrina. L’ibuprofene appartiene ai FANS e contribuisce a ridurre febbre, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. La pseudoefedrina, invece, agisce come decongestionante, aiutando a ridurre il gonfiore delle mucose nasali e facilitando la respirazione. Questa doppia azione rende il prodotto particolarmente apprezzato quando il raffreddore non si limita al naso che cola, ma si accompagna a sensazione di pressione sinusale, testa pesante e stato febbrile. È proprio questa combinazione a distinguere il prodotto da un comune analgesico o antipiretico. Per approfondire il tema della congestione, è utile anche il focus Openfarma su decongestionanti nasali e soluzioni efficaci.
- Ibuprofene contro febbre e dolore
- Pseudoefedrina per il naso chiuso
- Doppia azione per un sollievo più completo
Dopo quanto fa effetto Nurofen influenza e raffreddore
Una delle domande più cercate online è dopo quanto fa effetto Nurofen influenza e raffreddore. In generale, grazie alla presenza dell’ibuprofene, il sollievo da dolore e febbre può iniziare in tempi rapidi, mentre la pseudoefedrina contribuisce progressivamente a migliorare la respirazione nasale. Il prodotto viene scelto da chi desidera una risposta efficace quando i sintomi influenzali incidono sulla qualità della giornata, sul sonno o sulla normale attività lavorativa. Il consiglio è assumerlo con acqua e preferibilmente a stomaco pieno, rispettando sempre la posologia indicata. È importante non aumentare le dosi per cercare un effetto più veloce, perché ciò potrebbe aumentare il rischio di effetti indesiderati. Se i sintomi persistono oltre i tempi raccomandati, è necessario sentire il medico. Per chi vuole confrontare altri prodotti della stessa area terapeutica, è possibile visitare anche la sezione prodotti per influenza e raffreddore.
- Sollievo rapido da febbre e dolore
- Supporto alla decongestione nasale
- Uso corretto per massimizzare tollerabilità ed efficacia
Perché acquistare Nurofen influenza e raffreddore 24 compresse
Scegliere Nurofen influenza e raffreddore 24 compresse rivestite significa orientarsi verso un prodotto pensato per chi vuole affrontare più sintomi con una sola soluzione. La combinazione di antinfiammatorio e decongestionante è particolarmente utile quando febbre, mal di testa e naso chiuso si presentano insieme, situazione molto comune durante raffreddore e influenza. Il formato da 24 compresse è pratico per avere una scorta domestica durante la stagione invernale. Chi desidera confrontare altri prodotti dello stesso marchio può visitare anche Nurofen 200 mg compresse rivestite oppure tornare alla home page di Openfarma per esplorare ulteriori soluzioni stagionali.
- Formula completa per più sintomi insieme
- Formato comodo da tenere in casa
- Scelta utile nella stagione di raffreddori e influenza
A cosa serve e quando usare Nurofen influenza e raffreddore
Nurofen influenza e raffreddore serve quando si desidera un trattamento sintomatico mirato nei casi in cui congestione nasale, febbre, mal di testa, mal di gola e dolori muscolari compaiono insieme. È consigliato negli adulti e negli adolescenti dai 12 anni in su, ma non deve essere usato nei bambini più piccoli. È importante scegliere questo prodotto quando il disturbo include anche il naso chiuso, perché la pseudoefedrina è proprio la componente che lo rende diverso da un semplice ibuprofene. In presenza di alcune condizioni come ipertensione, problemi cardiaci, diabete, glaucoma o ipertiroidismo è fondamentale chiedere consiglio al medico o al farmacista prima dell’uso. Anche chi ha una storia di ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale deve evitarlo. Se vuoi scoprire altri articoli utili per il benessere quotidiano durante i malanni stagionali, puoi consultare ancora la categoria Influenza e raffreddore.
- Quando usarlo: sintomi influenzali con naso chiuso
- Per chi: adulti e adolescenti sopra i 12 anni
- Con cautela: in caso di patologie cardiovascolari o gastrointestinali
Come e quando assumere Nurofen influenza e raffreddore
Per chi cerca come assumere Nurofen influenza e raffreddore, la posologia indicata prevede negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni 1-2 compresse all’inizio, poi 1-2 compresse ogni 4 ore se necessario, senza superare le 6 compresse nelle 24 ore. Il trattamento non deve superare i 5 giorni negli adulti e i 3 giorni negli adolescenti. Le compresse vanno assunte con abbondante acqua, preferibilmente a stomaco pieno, per una migliore tollerabilità gastrica. È importante evitare l’assunzione contemporanea di altri FANS o analgesici senza consiglio medico. Se i sintomi persistono o peggiorano, è necessario consultare un professionista sanitario. Puoi esplorare la sezione farmaci per influenza e raffreddore per confrontare altre soluzioni utili.
- Dose massima: 6 compresse in 24 ore
- Durata massima: 5 giorni adulti, 3 adolescenti
- Assunzione: con acqua e preferibilmente a stomaco pieno
Domande frequenti su Nurofen influenza e raffreddore 200 mg + 30 mg 24 compresse rivestite
Nurofen influenza e raffreddore a cosa serve?
Serve per il trattamento sintomatico di raffreddore e influenza quando sono presenti febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di gola e congestione nasale o sinusale.
Posso prendere Nurofen influenza e raffreddore con altri farmaci?
È meglio evitare l’uso contemporaneo di altri FANS o analgesici senza aver chiesto consiglio al medico o al farmacista. Occorre attenzione anche in caso di altre terapie in corso.
Qual è la dose massima giornaliera di Nurofen influenza e raffreddore?
La dose massima è di 6 compresse nelle 24 ore e non deve essere superata.
Posso assumere Nurofen influenza e raffreddore in gravidanza?
Il prodotto non è raccomandato in gravidanza e durante l’allattamento senza valutazione medica. In particolare, il foglio illustrativo invita a chiedere consiglio al medico prima dell’uso.
Quanto dura il trattamento con Nurofen influenza e raffreddore?
Il trattamento dura al massimo 5 giorni negli adulti e 3 giorni negli adolescenti sopra i 12 anni. Se i sintomi non migliorano, è opportuno consultare il medico.
Ci sono effetti collaterali a cui prestare attenzione?
Sì. Occorre fare attenzione soprattutto a disturbi gastrointestinali, reazioni cutanee, palpitazioni, aumento della pressione o segni di reazioni allergiche importanti.
Ingredienti
Ogni compressa rivestita contiene ibuprofene 200 mg e pseudoefedrina cloridrato 30 mg. Gli eccipienti riportati comprendono fosfato tricalcico, sodio carbossimetilcellulosa, cellulosa microcristallina, povidone, metilidrossipropilcellulosa, magnesio stearato, talco e coloranti come E104, E110 ed E171.
Avvertenze
Non usare in caso di ipersensibilità ai principi attivi o agli eccipienti. Il prodotto è controindicato nei pazienti con ulcera peptica attiva o con storia di emorragie gastrointestinali. Non è adatto ai bambini sotto i 12 anni. Va usato con cautela in caso di ipertensione, insufficienza cardiaca, diabete, glaucoma, ipertiroidismo o altre condizioni cliniche rilevanti. Evitare l’uso contemporaneo di altri FANS senza indicazione medica.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più comuni includono nausea, dolore addominale, diarrea, gastrite, rash cutanei, prurito o orticaria. Possono comparire anche palpitazioni o aumento della pressione arteriosa. In casi rari sono possibili reazioni cutanee gravi o reazioni allergiche importanti che richiedono l’interruzione del trattamento e un immediato contatto medico.
Curiosità ed informazioni aggiuntive su Nurofen influenza e raffreddore 24 compresse rivestite
Nurofen influenza e raffreddore è uno dei prodotti più ricercati quando gli utenti vogliono una soluzione rapida per più sintomi insieme. La presenza di ibuprofene lo rende molto interessante per chi vuole contrastare dolore e febbre, mentre la pseudoefedrina attira chi soffre soprattutto di congestione nasale e pressione ai seni paranasali. Questo doppio profilo lo rende diverso da un comune antipiretico o da un semplice decongestionante. Nei periodi invernali o nei cambi di stagione, il prodotto entra spesso nelle ricerche legate a “farmaco per influenza e raffreddore”, “compresse per naso chiuso” e “soluzione per febbre e mal di testa”. Un altro aspetto interessante è che viene scelto soprattutto quando i sintomi influenzali compromettono la qualità del sonno, il lavoro o la concentrazione. Per un uso corretto è fondamentale rispettare il dosaggio e la durata massima del trattamento, perché un impiego improprio dei FANS o dei decongestionanti può aumentare il rischio di effetti indesiderati, specialmente nei soggetti predisposti.
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Principi attivi Nurofen Influenza Raffreddore 200 Mg + 30 Mg 24 Compresse Rivestite
Una compressa contiene: Ibuprofene 200 mg, Pseudoefedrina cloridrato 30 mg. Eccipienti con effetti noti: sodio, colorante giallo tramonto FCF (E 110). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Eccipienti
Fosfato tricalcico, sodio carbossimetilcellulosa, cellulosa microcristallina, povidone, metilidrossipropilcellulosa, magnesio stearato, talco, coloranti: E 104, E 110, E 171.
Indicazioni terapeutiche
NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE 200 mg + 30 mg Compresse Rivestite, è indicato negli adulti e adolescenti oltre i 12 anni. Trattamento dei sintomi del raffreddore e dell'influenza quali congestione nasale e sinusale, dolori, febbre, mal di gola, mal di testa.
Controindicazioni/Effetti indesiderati
Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti affetti da ulcera peptica. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia / ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Soggetti che hanno mostrato in precedenza reazioni di ipersensibilità (quali poliposi nasale, asma, rinite, angioedema o orticaria) conseguenti all’impiego di ibuprofene, acido acetilsalicilico o altri analgesici, antipiretici, altri antinfiammatori non-steroidei (FANS). Grave insufficienza renale o epatica. Insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA) Pazienti con malattie cardio-vascolari serie, tachicardia, ipertensione, angina pectoris, ipertiroidismo, diabete, feocromocitoma, glaucoma, sindrome prostatica. Gravidanza. Allattamento (vedere paragrafo 4.6). Bambini al di sotto dei 12 anni. Pazienti che assumono o hanno assunto nei 14 giorni precedenti inibitori della monoamino-ossidasi (IMAO) (vedere paragrafo 4.5).
Posologia
Posologia. Solo per un breve periodo di trattamento. • 5 giorni massimo di terapia per la popolazione adulta; • 3 giorni massimo di terapia per la popolazione pediatrica (12-18 anni). Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento più breve possibile necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Nel caso l’uso del medicinale sia necessario per più di 5 giorni negli adulti e per più di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia deve essere consultato il medico. Popolazione pediatrica: Non somministrare ai bambini di età inferiore ai 12 anni.Adulti e adolescenti oltre i 12 anni: La dose iniziale è 1-2 compresse al giorno, poi, se necessario, 1-2 compresse ogni 4 ore. Non superare la dose di 6 compresse nelle 24 ore. Anziani: Nell'anziano non sono richieste modifiche della posologia consigliata tranne nei pazienti con alterazioni renali o epatiche per i quali è necessario adattare individualmente la posologia. Modo di somministrazione: Uso orale.
Conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare per la conservazione.
Avvertenze
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e i paragrafi sottostanti sui Rischi gastrointestinali e cardiovascolari). Altri FANS: l’uso di NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Evitare l’uso contemporaneo di due o più analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei, in quanto ciò comporta un aumento del rischio di effetti indesiderati. L’impiego di FANS deve essere attentamente valutato nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione in quanto è possibile una riduzione della coagulabilità. Lo stesso dicasi per i pazienti in trattamento con anticoagulanti orali, per la possibilità di un potenziamento dell’effetto anticoagulante (vedere anche paragrafo 4.5). Sicurezza gastrointestinale: come per tutti gli antinfiammatori, il farmaco non va assunto se il paziente è affetto da ulcera o disturbi gastrici. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione: durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto paragrafo 4.5). Pazienti con una storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’ acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari: cautela è richiesta (discutere con il proprio medico o farmacista) prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus). In generale, studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (es. ≤ 1200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (II-III classe NYHA), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/die). Attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di iniziare il trattamento a lungo termine per i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta), soprattutto se sono necessarie dosi elevate (2400 mg/die) di ibuprofene. Reazioni cutanee: gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi nelle prime fasi del trattamento. NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Gravi reazioni cutanee Reazioni cutanee gravi come la pustolosi esantematica acuta e generalizzata (AGEP) possono verificarsi con prodotti contenenti pseudoefedrina. Questa eruzione pustolosa acuta può verificarsi entro i primi 2 giorni di trattamento, con febbre e numerose, piccole pustole, per lo più non follicolari, derivanti da un eritema edematoso molto diffuso e localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori. I pazienti devono essere attentamente monitorati. Se si osservano segni e sintomi come piressia, eritema o numerose piccole pustole, la somministrazione di Nurofen Influenza e Raffreddore deve essere interrotta e se necessario devono essere prese misure appropriate. Patologie respiratorie: in pazienti con asma bronchiale o malattie allergiche in atto o pregresse può insorgere broncospasmo. Non assumere il prodotto nei casi di asma e allergia all' acido acetilsalicilico se non dopo aver consultato il medico (vedere paragrafo 4.3). LES e malattia mista del connettivo: in caso di lupus eritematoso sistemico e di malattia mista del connettivo può portare ad un aumentato rischio di meningite asettica (vedere paragrafo 4.8). Funzionalità renale: insufficienza renale, in quanto la funzionalità renale può essere compromessa (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Funzionalità epatica: disfunzioni epatiche (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Fertilità femminile compromessa: vedere paragrafo 4.6 riguardante la fertilità femminile. Da usare con cautela in combinazione con antiipertensivi inclusi i bloccanti neuronali adrenergici e i beta bloccanti (vedere paragrafo 4.5). Da usare con cautela con altri agenti simpaticomimetici come decongestionanti, soppressori dell'appetito e psico-stimolanti anfetaminici (vedere paragrafo 4.5). Da usare con cautela in caso di ipereccitazione. Se si manifestano allucinazioni; irrequietezza o disturbi del sonno durante la somministrazione del medicinale, l’utilizzo del medicinale deve essere interrotto. Anziani: i pazienti anziani presentano una maggiore frequenza di reazioni avverse ai FANS, in particolare emorragia e perforazione gastrointestinale che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Popolazione pediatrica: negli adolescenti disidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalità renale. Questo medicinale contiene: • meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”; • colorante giallo tramonto FCF (E 110), che può causare reazioni allergiche.
Interazioni
Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4). Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Il prodotto non deve essere assunto dai pazienti in trattamento con inibitori delle monoaminossidasi e per i 14 giorni successivi alla cessazione di tale trattamento. Il prodotto può potenziare l'effetto di altri agenti simpaticomimetici, come i decongestionanti. L'effetto della pseudoefedrina potrebbe essere ridotto dalla guanetidina, reserpina e dalla metildopa e potrebbe essere influenzato dagli antidepressivi triciclici. A sua volta la pseudoefedrina può ridurre l'effetto della guanetidina e può aumentare la possibilità di aritmie in pazienti digitalizzati, o in pazienti che assumono anticolinergici (inclusi antidepressivi triciclici) o chinidina. Diuretici, ACE inibitori e Antagonisti dell’angiotensina II: I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante. Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4). Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). Altri FANS inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2: l’uso concomitante di due o più FANS deve essere evitato in quanto potrebbe aumentare il rischio di eventi avversi (vedere paragrafo 4.4). Glucosidi cardiaci: i FANS possono peggiorare l’insufficienza cardiaca, ridurre il VGF (velocità di filtrazione glomerulare) e livelli plasmatici di glucosidi. Litio. Esistono dimostrazioni della possibilità di un potenziale aumento dei livelli di litio nel sangue. Metotrexato. Esistono dimostrazioni della possibilità di un aumento dei livelli plasmatici di metotrexato. Ciclosporine: aumentano il rischio di nefrotossicità. Mifepristone: i FANS non possono essere somministrati per gli 8-12 giorni successivi allla somministrazione di mifepristone in quanto i FANS possono ridurre l'effetto del mifepristone. Tacrolimus: possibile aumento del rischio di nefrotossicità quando i FANS vengono somministrati con il tacrolimus. Zidovudina: aumentato rischio di tossicità ematologica quando i FANS vengono utilizzati in concomitanza con la Zidovudina. Esistono dimostrazioni di aumentato rischio di emartrosi ed ematoma in pazienti emofilici sieropositivi per l’HIV se trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene. Antibiotici chinolonici: dati provenienti dagli studi animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un rischio aumentato di sviluppare convulsioni. Alcaloidi della segale cornuta (ergotamina e metisergide): aumento del rischio di ergotismo. Inibitori dell’appetito (anoressizzanti) e psicostimolanti simil anfetamine: rischio di ipertensione. Ossitocina: rischio di ipertensione
Effetti indesiderati
L’elenco dei seguenti effetti indesiderati comprende quelli che sono stati osservati durante il trattamento con ibuprofene a dosaggi da automedicazione (fino ad un massimo di 1200mg al giorno) e con simpaticomimetici compresi pseudoefedrina per brevi periodi di somministazione. Gli effetti indesiderati associati con la somministrazione di ibuprofene e simpaticomimetici come la pseudoefedrina sono elencate a seguire secondo la classificazione per sistemi ed organi e la frequenza. Per la frequenza dell’insorgenza degli effetti indesiderati, vengono utilizzate le seguenti espressioni: Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100, <1/10); Non comune (≥ 1/1000, <1/100); Raro (≥ 1/10.000, <1/1000); Molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravità. Tabella degli effetti indesiderati.
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazione Avversa |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Non comune | Reazioni di ipersensibilità caratterizzate da orticaria e prurito² |
| Molto Raro | Disturbi ematopoietici¹. Gravi reazioni di ipersensibilità. I sintomi possono essere: rigonfiamento del volto, della lingua e della laringe, dispnea, tachicardia, ipotensione (anafilassi, angioedema o shock grave).² | |
| Disturbi psichiatrici | Non noti | Insonnia, ansia, irrequietezza, agitazione, allucinazioni. |
| Patologie del sistema nervoso | Non comune | Mal di testa, tremori |
| Molto raro | Meningite asettica³ | |
| Patologie cardiache | Non noto | Insufficienza cardiaca ed edema4, tachicardia, dolore toracico, aritmia, palpitazioni. |
| Patologie vascolari | Non noto | Ipertensione4 |
| Patologie respiratorie, toraciche e Mediastiniche | Non noto | Reattività del sistema respiratorio comprendente asma, broncospasmo o dispnea² |
| Patologie gastrointestinali | Non comune | Dolori addominali, nausea e dispepsia5 |
| Raro | Diarrea, flatulenza, costipazione e vomito | |
| Molto raro | Ulcera peptica, perforazione o emorragia gastrointestinale, melena, ematemesi, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Stomatiti ulcerative, ulcerazioni della bocca, gastrite. | |
| Non noto | Secchezza della bocca. Esacerbazione di colite e del morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). | |
| Patologie epatobiliari | Molto Raro | Disturbi epatici |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non noto | Iperidrosi |
| Non comune | Eruzioni cutanee ² | |
| Molto raro | Possono verificarsi reazioni bollose includenti sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme e Necrolisi Tossica Epidermica. | |
| Non noto | Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) | |
| Non noto | Gravi reazioni cutanee, inclusa pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Non noto | Debolezza muscolare |
| Patologie renali e urinarie | Molto raro | Grave insufficienza renale 6 |
| Non noto | Ritenzione urinaria | |
| Patologie sitemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Non noto | Irritabilità, sete |
| Esami diagnostici | Molto raro | Diminuizione del livello dell’emoglobina nel sangue |
Descrizione di alcuni effetti indesiderati. 1) Esempi di disturbi ematopoietici includono anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia e agranulocitosi. I primi sintomi sono febbre, mal di gola, ulcere superficiali della bocca, sintomi simil-influenzali, grave sensazione di spossatezza, sanguinamento inspiegabile ed ecchimosi. 2)Reazioni di ipersensibilità: queste reazioni comprendono a) reazioni allergiche non specifiche e anafilassi, b) reattività del tratto respiratorio che comprende asma, peggioramento dell’asma, broncospasmo o dispnea o c) diverse patologie cutanee quali varie eruzioni cutanee, prurito, orticaria, porpora, angioedema e molto raramente dermatiti bollose ed esfoliative che includono necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme, d) reazioni di cross reattività con la pseudoefedrina 3) La patogenesi della meningite asettica indotta da farmaci non è completamente conosciuta. Tuttavia i dati disponibili sulla meningite asettica correlata alla somministrazione di FANS inducono a pensare ad una reazione immune di ipersensibilità (dovuta a una temporanea relazione con l’assunzione del medicinale e la scomparsa di sintomi dopo la sospensione del trattamento). Da notare, singoli casi di sintomi di meningite asettica (come torcicollo, mal di testa, nausea, vomito, febbre e disorientamento) sono stati osservati durante il trattamento con ibuprofene in pazienti con disordini autoimmuni (come lupus eritematoso sistemico, malattia mista del connettivo). 4) Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die) può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4) 5) Gastrointestinali: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). 6) Specialmente nel corso di lunghi trattamenti, associata ad un aumento dell'urea sierica ed edema. Comprende anche necrosi papillare. Si possono manifestare intolleranza gastrointestinale, emorragie, sudorazione, vertigini, dolore precordiale, difficoltà nella minzione e insonnia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
Sovradosaggio
Sintomi Possono manifestarsi nausea, vomito, dolori addominali e più raramente diarrea. Si possono inoltre manifestare tinnito, mal di testa ed emorragie gastrointestinali. In casi di avvelenamento più gravi si osserva tossicità a carico del sistema nervoso centrale che si manifesta con capogiro, sonnolenza, occasionalmente eccitazione e disorientamento o coma. Occasionalmente i pazienti sviluppano convulsioni. In casi di avvelenamento grave si può verificare acidosi metabolica e un prolungamento del tempo di protrombina/ INR, probabilmente causato da un’interferenza con l’azione dei fattori della coagulazione presenti in circolo. Si possono presentare inoltre insufficienza renale acuta, danno epatico e depressione respiratoria. In soggetti asmatici si può avere esacerbazione dell’asma. Come per gli altri simpaticomimetici, una dose eccessiva di pseudoefedrina può provocare sintomatologie legate a disturbi del sistema nervoso centrale e a stimolazione cardiovascolare, tra cui: irritabilità, irrequietezza, tremori, sete, visione offuscata, ansietà ansia, insonnia, febbre, sudore, esoftalmo, allucinazioni, debolezza muscolare, palpitazioni, convulsioni, ritenzione urinaria, ipertensione, difficoltà nella minzione, nausea, vomito, tachicardia e aritmie cardiache. Trattamento Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto, in particolare nei confronti del sistema cardiovascolare e respiratorio e deve includere il mantenimento della pervietà delle vie aeree e il monitoraggio della funzionalità cardiaca e dei segni vitali fino alla stabilizzazione del paziente. La somministrazione orale di carbone attivo va presa in considerazione se il paziente si presenta entro 1 ora dall’ingestione di un quantitativo potenzialmente tossico. Se necessario, bisogna ricorrere ad un intervento correttivo degli elettroliti del siero. Le convulsioni devono essere trattate con benzodiazepine per via endovenosa se sono frequenti o prolungate. Somministrare broncodilatatori in caso di asma. L’eliminazione della pseudoefedrina può essere accelerata da diuresi acida o da dialisi. I fenomeni ipertensivi possono essere trattati con farmaci bloccanti dei recettori alfa IV. Le aritmie cardiache possono richiedere l'uso di agenti bloccanti beta-adrenergici dopo la somministrazione di bloccanti alfa-adrenergici. Ipereccitabilità e allucinazioni possono essere trattati con clorpromazina.
Gravidanza e allattamento
Il prodotto non va impiegato durante la gravidanza e l'allattamento. Gravidanza: L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre Il feto a: - tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale che può progredire a insufficienza renale con oligo-idroamnios; La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Esiste la possibilità di una associazione tra l'insorgenza di anomalie fetali e assunzione di pseudoefedrina nel primo trimestre di gravidanza. Allattamento: Nonostante l'ibuprofene sia presente nel latte materno in concentrazioni molto basse, la pseudoefedrina viene secreta nel latte in quantità significative; per questo il prodotto non deve essere impiegato durante l'allattamento. Fertilità: Come per altri FANS, l’uso di NUROFEN INFLUENZA E RAFFREDDORE può alterare la fertilità femminile per effetto sull’ovulazione. Pertanto non è raccomandato in donne che desiderino concepire.

